Ai piedi delle verdi colline di Forte dei Marmi, a Montignoso, si trova Relais & Châteaux Il Bottaccio. Il Bottaccio è una maison di lusso tra i più esclusivi Relais & Châteaux in Toscana, il frutto di un attento e sapiente restauro di un antico frantoio ad acqua del XVIII secolo, trasformato in hotel 5 stelle lusso con spa di Forte dei Marmi e della Versilia.
Acqua e marmo. L’anima del Bottaccio si nutre di questi due elementi. Da una parte il mare della Versilia, i ruscelli dei monti dell’Apuania, il corso d’acqua che muoveva la grande ruota del tempo in cui qui c’era un frantoio. Dall’altra, le cave di marmo (detto oro bianco), sopra Carrara, dove Michelangelo sceglieva il marmo per il David o per la Pietà. L’acqua ora riempie la grande vasca dove un tempo si raccoglieva l’olio, al centro del ristorante. Il marmo invece si moltiplica e si trasforma nelle opere d’arte collezionate dai coniugi D’Anna, i padroni di casa. Galleristi, mecenati, proprietari di un esclusivo college inglese, i coniugi D’Anna hanno creato al Bottaccio una residenza di famiglia. Un salotto per gli amici. Un rifugio intimo per chi ama l’arte e la natura.
Poco distante, dalla mondanità di Forte dei Marmi, Il Bottaccio è il punto più strategico della Toscana per soddisfare allo stesso tempo voglia di serenità e fame di cultura. Sono vicine le città di Lucca e di Pisa, le Cinque Terre, la Lunigiana e Torre del Lago con il Festival Puccini. Pietrasanta è a un passo, città d’arte tra marmi antichi e le recenti frequentazioni di artisti come Moore e Botero.
Ma è tra le fresche fronde del giardino del Bottaccio, con il ruscello che lo attraversa, che il lusso della tranquillità raggiunge l’eccellenza. Specie se abbinato alla cucina di Nino Mosca, un felice e rinnovato incontro tra il Tirreno e i boschi dell’Apuan. Il pesce freschissimo incontra i funghi, i frutti di bosco, il Ladro di Colonnata, il formaggio di capra e gli ortaggi di Camaiore. La filosofia della cucina, come di tutta la maison, si riassume nel titolo del risotto scampi e porcini: “siamo dove siamo perciò lo facciamo”.